BLOG di Luciano Testi

Mercoledý 19 Novembre 2008

Le bugie in amore

Le bugie fanno bene all’amore o no?
Oppure.
Per amore si dicono o no?

È sera, ho appena mangiato voglio prendere il caffè in un bar, ad un passo da me c’è una signora che parla con vigore, non capisco se il leggero biascichio è determinato dal bicchierino appena bevuto (più il caffè) o no, sembra lanciata in un monologo, il suo interlocutore, un barista alto 190 cm che ha due orecchini e pensa che sia piercing, ascolta quasi rassegnato le parole di sfogo. La signora, che a guardarla si direbbe che fa il mestiere, voleva essere confortata sul fatto che se l’amato racconta bugie tipo che non va al casinò o non beve più, significa che non ti ama e si torturava su quest’aspetto lungamente.
Ero tentato di risponderle che forse per amore quel genere di bugie si raccontano, altrimenti che amore sarebbe dire delle cose che farebbero andare via colei (o colui) che ami?
Ho desistito per non dovermi sorbire un altro monologo.

È anche vero che per non trascinare l’amata/o in una cattiva vita di coppia, con un gesto d’altruismo puoi farla allontanare per permetterle di farsi altrove una vita migliore, però se si sta parlando di coppia, il modo migliore per uscire da certi problemi, è affrontarlo in due, entrambi devono volere la stessa cosa, cioè fare una serena e bella vita di coppia.

A conoscerle persone così!

Domenica 16 Novembre 2008

Mezzi pubblici e gli italiani

Una blogger siciliana che lavorava a Milano si è trasferita da poco a Roma, e scrive dei mezzi pubblici e del traffico ma emergono situazioni che credevo di casa solo a Napoli, perché non sembrano fatti isolati ma di tutti i giorni. Riporto solo la parte iniziale che comprende i primi due episodi, da http://pkiara.splinder.com/post/19022200/

I romani ed i mezzi pubblici sono due cose distinte e separate. Proprio non capiscono come funzionano e come si usano e la cosa si può allargare al traffico e alla viabilità in generale. Ci sono strade che diventano a senso unico, solo perché hanno deciso che in quel momento, in quella strada si sale e basta. Chi vuole scendere dovrà aspettare. Ci sono autobus che cambiano strada d’improvviso, vie che vengono chiuse al traffico senza preavviso. E poi ci sono certi episodi, che sembra di stare a Zelig.
Domenica, sul 628, da Piazza Venezia a Circo Massimo.
 
Siamo appena saliti, le porte si chiudono, l’autobus riparte. Fa un metro e inchioda. Una signora stava attraversando sulle strisce. La signora si spaventa, urla contro l’autista.
-         Ah signò, ma che non lo vede che sto a partì?
-         Sì, ma stia attento, non lo vede che sto sulle strisce?
-         Ah signò e che perché è sulle strisce deve morì????
 
Lunedì mattina, poco prima dello sciopero, linea 85 da Colosseo a Piazza Venezia.
 
L’autobus è già pieno, non ci starebbe dentro neanche uno spillo. Una signora fa di tutto per salire, spinge mia sorella, la soffoca quasi, ma le porte non si chiudono. Allora lei spinge anche le porte, le tira, dopo cinque minuti riesce a farla chiudere. Io devo scendere alla fermata successiva.
-         Signora, scusi, devo scendere.
-         Eh non si può, non si aprono le porte.
-         Se si sposta, magari, mi fa scendere. Devo scendere.
(come le hai fatte chiudere ora le apri, penso, mentre trattengo a stento la voglia di urlare.)
-         Ma non si aprono. Niente, scende alla prossima, tanto è lo stesso.
-         No che non è lo stesso!
Insomma la signora decide che io scendo alla sua fermata, perché le scoccia spostarsi. Uso privato del mezzo pubblico.

Trovavo una situazione del genere quando prendevo il treno a Ferrara il martedì grasso per andare a Venezia, spesso rinunciavo al primo treno utile perché troppo pieno, poi anche al secondo per la stessa ragione e pigliavo il terzo che era il peggiore (ma a saperlo!), per fortuna non ha le stesse oscillazioni di un autobus, perciò la posizione dei bacini è più sotto controllo, per evitare imbarazzi, di solito si cerca di capire chi sta con chi, ... l'ultima volta eravamo in 4 sui due gradini di salita. Improvvisamente un ragazzo sui 20 anni inizia a sclerare, inveisce contro il servizio e minaccia azioni violente, ... esaurisce la sua invettiva solo perché la gente non se lo fila, più per la paura che per la stupidità. Non sclerano solo gli anziani. Quando in una fermata la portiera si apriva dalla nostra parte era un’occasione per respirare un po’ ma guardavamo minacciosi chi era a terra per convincerli a non salire, ma come al solito la magrolina che ci starebbe anche rinuncia e arriva la napoletana di 50 anni con 4 cuscini come fianchi e pur non sapendo dove appoggiare i piedi riesce a salire e comprimerci sulle pareti, a questo punto non è più possibile staccare il bacino (la zona pelvica) dal posteriore di quella che avevo davanti che stava davanti al suo lui, …, abbiamo (quasi) tutti la faccia di circostanza, meglio cercare di chiacchierare di qualunque cosa per distrarre la mente, alla fermata dopo e tre mt più in là, scendono due persone e un’altra dozzina si muove per rioccupare lo spazio perso e guadagni 5 cm. Per fortuna l’abbigliamento invernale aiuta e non vi dico a che cosa ;)

Ho preso quel treno per qualche anno, poi visto che le FS sono incapaci d'organizzare un servizio che farebbe guadagnare loro degli Euro, si deve stare nei treni peggio delle sardine, allora utilizzo l'auto.
Poi ho sempre il ricordo del primo anno (deve essere stato il '97), quando alla stazione Santa Lucia di VE, la sera tutti vogliono salire in treno alla stessa ora, hanno dovuto transennare l'accesso alla corsia di alcuni treni e metterci una barriera di poliziotti per evitare l'assalto alle carrozze già piene oltre il consentito, scene da delirio con urla e minacce degli esclusi, per fortuna senza seguito.
Non è difficile affermare senza tema di smentita che tutto il trasporto pubblico pecca perché troppo politicizzato, poi quando ci si mette di mezzo anche l'italiano sclerato, la qualità del servizio diventa un opzional che quasi annoia.