Di Lucien, Martedì 8 Aprile 2008 alle 00:37 | Costume e Società | #619 | rss
Chi non conosce o ricorda l’immagine a fianco della Signora in giallo grazie alla quale una schiera d’ignari futuri appassionati, hanno conosciuto il Rocher desiderandolo subito?
Il prodotto è nato negli anni ’80 e dovete avere più di 30 anni per ricordare questa pubblicità, non piace solo agli italiani, ma al mondo intero, compresi i cinesi che hanno pensato bene di fabbricarseli per conto loro, senza accordi con la casa madre, cioè creando dei veri e propri falsi, anzi una clonazione con effetto copia decisamente accentuato, chi ha avuto la sventura d’assaggiarli è rimasto deluso.
Il prodotto dal nome Tresor Dorè, che non sarebbe niente male, non ha aiutato l’azienda clonatrice a fare fortuna perché un tribunale cinese, con un giudizio in terzo grado, ha dato ragione alla Ferrero condannando la ditta falsificatrice a ritirare il prodotto dal commercio e a rimborsare la Ferrero per l’equivalente di 50.000 Euro. Uno schifo. Almeno giustizia è stata fatta, creando un precedente che si spera aiuti altre aziende a riprendersi il mercato dei loro prodotti, aiutando anche l’occupazione e ad aumentare il fantomatico PIL.
Appena questa notizia è stata diffusa, per ritorsione, e non vi sarebbe altra ragione, dalla Cina giunge notizia che hanno bloccato l’importazione di mozzarelle provenienti dall’Italia, ma da un controllo risultò che non le avevano mai comprate da noi. Una blogger italiana che vive a Pechino ha messo la foto del Tresor Dorè su internet un anno fa, per fortuna non riguardavano faccende di regime, altrimenti di là da quel che si dice, la sua vita non sarebbe al sicuro.
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Fonte notizia: lastampa.it
Guarda il mitico spot del 1992 della signora in giallo
Sito della Ferrero
















I finti Rocher sono una vecchia storia che si tramnda da più di dieci anni e che ha cionvolto uffici legali di mezzo mondo. Conosco il prodotto in quanto presente in tutti gli aeroporti interni della Cina e che supponevo, a quella data, una sottomarca cinese dell'azienda di Alba.
Presto avremo la clonazione delle vetture che hannogià iniziato le omologazioni in Europa ed in Italia a carico dei soliti importatori. Questo creerà una situazione ben peggiore di quella dei cioccolatini. L'intransigenza deinostri politici a tali importazioni e vicina al nulla in quanto molti italiani hanno seguito le varie delegazioni politiche che negli anni si sono avvicendate in quel Paese a promuovere gli investimenti. La Cina è, purtroppo, inarrestabile e la coda ai ministeri di Pechino, da parte degli industriali italiani è sempre più lunga. Sarkozy rappresenta l'unica eccezione europea all'assoluta sudditanza del nostro Paese e del resto del nostro continente. C'è gente che acquista in Cina un prodotto ad 1 Euro che poi troviamoo nelle nostre vetrine a 25/30 Euro. Questa complicità annulla ogni e possibile arginamento di questa situazione. Dieci anni fa si potevano acquistare fra i banchi della Via della seta di Pechino jeans di Kalvin Klein a 10.000 lire il paio e molti stilisti europei avevano già educato i tagliatori di quel paese a ritagliare, in loco, i vari modelli.
adestra@
Proprio oggi mi sono ritrovato a fare un esempio molto semplice e significativo su quello che ci aspetta in un futuro che non è molto lontano. A Imola esiste una signora azienda, la SACMI, che realizza fabbriche per fare ceramiche, chiavi in mano in tutto il mondo. Il suo prodotto chiave è la pressa e in una fiera di settore hanno scoperto uno stand cinese che esponeva una pressa identica "clonata", quest'azienda si chiama ACMI, praticamente sfidano la sorte togliendo la "S" iniziale di SACMI. Ad oggi la SACMI che ha filiali in 50 nazioni, sul territorio cinese ha come maggior concorrente la ACMI che detiene un buon 40%. Questa situazione determina due fattori perniciosi per il nostro mercato, la ACMI prima o dopo diventando sempre più potente anche economicamente, inizierà ad esportare i prodotti in concorrenza con SACMI in tutto il mondo, secondo le ceramiche interne inizieranno ad esportare le mattonelle prodotte con questi impianti a prezzi bassissimi. In Italia si ottiene che la SACMI, domani avrà la divisione ceramica che non sarà più leader nel mondo e le migliaia di persone coinvolte dovranno rivolgere i loro sforzi creativi altrove, secondo le piastrelle da noi prodotte di alta qualità avranno come concorrenza quelle cinesi e il nostro mercato, si sa è bastardo c’è sia chi ha bisogno di risparmiare sia chi vuole qualità, ma il risultato finale è che siamo scoperti su due fronti.
Ferrero ha fatto benissimo, non ha difeso solo se stesso, ma anche il futuro di molti lavoratori del suo impero della cioccolata e l’utente finale che può continuare a mangiare i Rocher originali, molto migliori dei cloni cinesi. Ma quante sono le aziende che difendono i loro prodotti a forza di carte bollate? Hai detto bene, molte vie sono di non ritorno.
Appena il governo Prodi si è insediato ha fatto un viaggio in Cina con tanto di delegazione insieme al presidente della Confindustria, ma l’unica industria che ha la certezza di riuscire a sfruttare il mercato cinese è quella automobilistica, infatti, la Ferrari vende i suoi prodotti, e i tentativi di copiarle sono già stati placcati da tempo, mentre l’auto utilitaria supereconomica a metà prezzo annunciata tempo fa e di cui avevano cominciato a circolare dei video, chi l’ha mai più vista? È facile capire quali potrebbero essere gli scenari possibili se arrivano in massa auto a metà prezzo, tanti vantaggio per gli utenti, ma lavoratori in cassa integrazione e industrie che chiudono, allora qualcuno ha fatto muro. Le altre realtà aziendali se sanno come sfruttare la Cina, si mantengono a galla bene, altrimenti auguri.
che la sacmi sia una signora azienda è tutto un dire ...è una cooperativa senza scrupoli questo si e le macchine che produce non sono poi un granche se paragonate alla concorrenza
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