Isola dei Famosi 5 – L’evoluzione
Di Lucien, Mercoledì 24 Ottobre 2007 | Isola dei Famosi 5 | commenta | 290 lettori
Non pensiate il titolo si riferisca a Simona, in quanto il suo linguaggio di certo non si è evoluto dalla prima edizione dell’Isola Dei Famosi. Questo breve post intende solo segnalare le evoluzioni che hanno avuto le parolacce all’Isola dei Famosi.
Chi ha visto la prima edizione, si ricorderà che uno dei fattori di successo erano proprio le parolacce che mister Pappalardo si lasciava sfuggire con una certa facilità, nel day-time era facile conteggiarne almeno una dozzina, i bip non coprivano totalmente la parola, la si lasciava intuire in questo modo, ca***, st*****, e via discorrendo, ma a volte poteva anche capitare che il bip era troppo anticipato o ritardato. Quando Pappalardo finì l’Isola Dei Famosi, ci fu una mini serie chiamata Casa Pappalardo in fascia d’orario preserale, il cui unico protagonista essendo l’irascibile Pappalardo aumentava in maniera esponenziale i bip, tanto che in prossimità del Natale hanno preferito saltare una o due puntate.
Questo linguaggio ebbe un’evoluzione a partire dalla terza o quarta edizione. Al fine di togliersi l’etichetta di trash (bastasse depurare le parole sarebbe anche troppo facile), le parolacce anziché essere coperte da un bep sono tagliate dall’audio, cioè, il tempo necessario a dire “cazzo” equivale a pochi decimi di secondo di vuoto nell'audio, e solo poche volte ti accorgi che ci doveva essere di mezzo una parolaccia.
Ma ora arriviamo a quest’edizione, dove non si manda solo in onda del girato privo di parolacce nel suo contesto, ma si promuovono azioni volte a moderare chi è avvezzo ad un linguaggio un po’ scurrile, vedi le lamentele di Manuela Villa nella quinta puntata nei confronti di Claudio Cucurullo, poi ripreso da Simona in postazione nomination.
Faccio notare che in aperto contrasto con quanto sopra, uno degli autori dell’Isola Dei Famosi, Angelo Ferrari, lo scorso anno dopo la bestemmia di Ceccherini, ebbe a rivelare nel suo blog ora chiuso da lui stesso (ma non per questo motivo), che la bestemmia facendo parte del linguaggio comune, poteva essere tollerata anche in TV, essendo rappresentativa della vita reale in un reality poteva starci.
A tal proposito, il 22/10/2006 lasciai questo commento nel blog di Angelo.
“… Per quanto riguarda la bestemmia, è giusto punirla, perché offendere il credo del prossimo? Perché non provi a dire in diretta una bestemmia contro altre religioni, per esempio quella islamica, poi spiega che è entrata a far parte del nostro linguaggio comune. É una scusa facile e superficiale, se vuoi la tolleranza del prossimo devi essere padrone del tuo linguaggio, devi evitare d'essere offensivo, se vuoi dare del cretino al prossimo fallo, ma in un paese dove ci si scandalizza se si dice "cameriera da quattro soldi" paventando il mancato rispetto e offesa ad una categoria, se ti rivolgi ad un africano devi dire "lui è di colore" e non puoi dire "negro", un cieco è un "non vedente", uno spazzino è un "operatore ecologico", in un paese come il nostro, dicevo, dove ti obbligano a essere politicamente corretto con queste fesserie come se uno avesse la coda di paglia, parlare d’ipocrisia riferita a chi è contro le bestemmie è fuori luogo? Siamo all’inizio dell’era informatica, il linguaggio scritto usando la tastiera sta mutando, è libero, impunibile, senza identità e sta sconfinando nel parlato, la TV dovrebbe acquisire il meglio non il peggio. Sai bene quanto influenzi lo spettatore la televisione, allora, prova ad immaginare quanti saranno stati i genitori che hanno spiegato ai figli perché in TV possono, o perché non sono esempi da seguire. Molto pochi. L’offesa, la parolaccia o la bestemmia può diventare l’inizio di qualcosa che non si riesce a controllare, anzi, che sempre più spesso non si controlla.”

La saga della famiglia Amitrano, potente di nome e di fatto, lo è diventata anche per merito degli avversari che ha incontrato sulla sua strada, quelli buoni, quelli che alla fine vincono sul male grazie a pesanti sacrifici e rinunce per condurre battaglie in nome di un ideale, per una terra non corrosa dall’avidità, per non farla diventare definitivamente il far-west della legalità. La battaglia contro il male è rappresentato da un nome, Angelo Sammarco (Lorenzo Crespi). Ora due puntate dopo la sua scomparsa continua a intrecciarsi fittamente la storia con numerosi morti, e quello che passa per la TV è un elevato costo sociale pagato perché le cose rimangano come sono da sempre, ma almeno nella fiction qualche passo avanti alla fine si farà.













