BLOG di Luciano Testi
 
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I COLORI E I PENSIERI DELL'ANIMA

C’era una volta una piccola bimba i cui sogni di dipingere si sono infranti, ma un giorno risale lo stivale, giunge in Emilia, trova l’amore, mette su famiglia e fa un incontro magico con una persona che diventerà la sua futura maestra di pittura e da cui apprende le tecniche per la pittura a olio ed acquerello.
Sono passati meno di 10 anni ed ha prodotto un discreto numero d’opere, accompagnate da poesie scritte da lei stessa.
E’ il momento di pensare ad una mostra e così nasce la storia di “I COLORI E I PENSIERI DELL’ANIMA” prima mostra personale di pittura di Anna Gulisano, inaugurata venerdì 1-Lug-2011 nella sala Foyer del Teatro Facchini alla Fiera Millenaria di Bruino a Medolla (MO) alla presenza di Filippo Molinari, Sindaco di Medolla. La mostra rimarrà aperta dalle 20 alle 23 di dom. dalle 17 alle 23. La mostra ma anche la fiera, iniziate lo scorso venerdì, rimarrà aperta fino al 6-Lug-2011.
Domenica sera 03/07/2011, alle 18:00 all’interno della mostra è stato realizzato un evento nell’evento, Anna Gulisano ed un’amica hanno letto delle poesie di Anna Gulisano.
Non posso omettere un mio commento finale, dopo aver visto i dipinti con atmosfere delicate, quasi leggere, che mi hanno portato alla mente un mio tema fotografico “Leggerezza al mare” ora che ho sentito leggere le poesie, ho potuto notare l’intensità delle emozioni che stanno dietro alle sue opere, non importa se sono poesie o quadri che lei chiama “pitture”.

Petali
Acquerello
2010
A mio figlio
Olio su tela
2004

A titolo informativo, mercoledì 6/7/11 ore 20:30 alla Fiera di Bruino si tiene una tavolata di 700 posti lungo la via principale che attraversa il paese e che sarà chiusa al traffico. Il titolo della serata è TUT A TAVLA IN CUMPAGNIA” con il “balson e dal lambrusc”. Menu: maccheroni al pettine con ragù, carne ai ferri con contorno, vino, acqua e … balson! Il tutto a 10 € a cranio.


Chiusura account YouTube

Stamani ricevo una comunicazione per email che un video da me caricato su YouTube ha violato il copyright ed è stato rimosso, ma è stato sospeso anche l’account.

Non ho nulla da rivendicare, i video non erano mie opere, ma copie di spezzoni di trasmissioni TV, show, sport, film ed altro al fine d’evidenziarne alcuni passaggi che ritenevo curiosi e meritevoli di discussione.

Premetto che successivamente alla prima rimozione, avvenuta il 19/08/2008 non ho più immesso nuovi video, quindi, non mi si può dare del reticente, lo è colui che ripete un’azione dopo che gli è stato consigliato di non rifarla, o spiegato che non va bene e per quale ragione.
Mi pare che il ragionamento non faccia una grinza, io non ho ripetuto la violazione, ma YouTube su segnalazione degli aventi diritto, ha rimosso poco a poco altri video da me inseriti prima del 19/08/2008, prima del primo avvertimento, fino a giungere al terzo avviso che da loro regolamento coincide con la sospensione dell’account.

La mia forse è una forzatura, ma facciamo per un attimo un ragionamento, YouTube sollecitato dai produttori di contenuti ha realizzato un sistema di verifica automatica della violazione di copyright, mettendo a loro disposizione strumenti grazie ai quali possono comunicare a YouTube le violazioni e quali azioni devono essere intraprese nei confronti del materiale segnalato
Le azioni sono abbastanza articolate, possono limitarsi all’indicazione del relativo proprietario dei diritti o ad una rimozione del video, e quest’azione può avvenire in una o più nazioni oppure ovunque.
YouTube dispone affinché il materiale sia visibile come richiesto da terze parti e lo comunica a chi ha effettuato la violazione, poi a sua discrezione adotta una regola secondo cui al terzo avviso, sospendono l’account del “violatore”, il terzo avviso non avviene alla terza violazione.

Io ho caricato tutti i video presenti nel mio canale, prima che fosse realizzato lo strumento di verifica di violazione del copyright da parte di YouTube.
YouTube perché dopo che ha realizzato quel sofisticato strumento di verifica delle violazioni di copyright non ha fatto una scansione del materiale presente sul suo portale per fare una bonifica e partire da zero con la certezza che quelli rimasti non saranno, in futuro, soggetti a segnalazioni di copyright?

La risposta è facile, molto facile, perché i video caricati da me, non ricordo il numero esatto, forse 57, hanno avuto fino ieri più di 800.000 visualizzazioni, e nel suo portale tutti sanno che YouTube mette pubblicità.

Pensate che sia una forzatura la mia conclusione? Al 19/08/2008 i video da me caricati violavano ben più di tre volte il copyright, lo sapevano senza che arrivassero le segnalazioni, ma hanno impiegato quasi tre anni per chiudere l’account.
Poi mi chiedo se per YouTube era difficile distinguere chi continuava a caricare video dopo il 2008 da chi non lo faceva, sarebbe bastato oscurarmi quei video che violavano il copyright.

A questo punto mi viene quasi voglia di chiedere a YouTube una compartecipazione agli introiti pubblicitari, ma probabilmente hanno la coda di paglia, ha incassato più del dovuto e per non dare troppo nell’occhio alle famose “terze parti” chiudono l’account.


"Balla con noi" al CineCi di S. Agata Bolognese

La regista Cinzia Bomoll del film "Balla con noi" è figlia d'arte, in quanto il papà, Luciano Bovina, avendo realizzato numerosi video, suoi quelli della trasmissione televisiva Jonathan condotta da Ambrogio Fogar e a seguire tanti altri, le ha trasmesso la passione.
In una galleria fotografica:
http://foto.lucien.it/main.php?g2_itemId=7218
ho già fotografato il cast di "Balla con noi" al RiminiWellness, ieri a Roma c'è stata la prima nazionale nelle sale cinematografiche e domenica 29/05/2011 c'è quest'occasione a S. Agata Bolognese di BO al Multisla CineCi alle 18:30. Oltre alla proiezione del film, in sala sarà presente eccezionalmente il cast del film e questa volta spero vi sia anche Massimo Ciavarro (attore cult anni '80). A seguire, sarà offerto un buffet-aperitivo. Io cercherò d'esserci per vedere un prodotto delle nuove leve del cinema italiano.


Gossip su matrimonio di Maddalena e Burns a Mirandola

C’è una certa fibrillazione su internet, circolano informazioni non precise, ma prima di tutto qual è la situazione?

Vi scrivo direttamente dal luogo dove avverrà il matrimonio, nel senso che qui io sono di casa perché abito in zona, per fugare il dubbio che qualcuno creda che sono già dentro la villa!
Oggi il tempo è nuvolo ed è venuta qualche gocciolina a mitigare il caldo che oramai supera da giorni 30°C, per domani dalle 7:00 sole e nubi sparse.
Su internet si legge di 1000 ospiti e altrove solo 100, la differenza che passa è grande perché nel primo caso non essendovi parcheggi, le macchine eccetto una decina saranno parcheggiate per strada rendendo più di una via a senso unico, nel secondo caso più credibile risulta sì problematico ma non eccessivamente.
Senza fare i conti con le macchine dei curiosi e paparazzi, a cui hanno già pensato con l’ordinanza UCMAN n°102/2011 che impedisce di fatto il parcheggio dell’auto dalle 8:00 di sabato 28/05/2011 alle ore 13:00 del giorno seguente, pena la rimozione, in Via Pezzetta, Via Personali e in Via Dosso. La segnalazione è stata effettuata con abbondanza di cartelli, difficili da leggere su fogli A4 ma il segnale di divieto di sosta a cui è abbinato è a norme, quindi, visibilissimo. Ovviamente se vi sarà necessità da parte degli invitati di parcheggiare per strada, avranno sicuramente un distintivo che li preserva dalla rimozione (penso).

Mi faceva sorridere un sito non ufficiale dedicato a Maddalena Corvaglia, avevano messo la pianta errata di dove si trova la villa, ora rimossa e al suo posto appare direttamente il link di questa favolosa residenza quattrocentesca http://www.villalapersonala.it/ fosse rimasta la vecchia indicazione, comunque, arrivavano perché distanti solo 300 mt a seconda della direzione da cui vi si arriva.

A complicare il traffico ci si è messo anche il regolamento che prevede l’obbligo di officiare il matrimonio in una sede comunale, notizia che oramai sanno tutti, ma è manna per i paparazzi perché hanno maggiori occasioni per fare qualche scatto anche se i servizi privati faranno di tutto per disincentivarli, e di questo si potrebbe parlare a lungo, ma stendiamo un velo pietoso, quando sei di fronte ad una persona che non vede l’ora di mettere in pratica le sue ore di palestra conviene superarlo con la dialettica. Ora le sedi in cui officiare il matrimonio potrebbero essere due, la sala consigliare nel restaurato castello dei Pico, significa braccio duro contro i paparazzi, la sede del municipio significa qualche apertura nella cortina di ferro, ma questo si saprà soltanto quando vedi gli addobbi. Dopo la cerimonia nuziale tutti vorranno arrivare alla villa insieme alle macchine degli sposi e immagino già duemila problemucci.

Invece un’altra cosa che voi lettori mi dovete spiegare è perché nell’albo pretorio del comune di residenza della Sig.na Corvaglia, e nemmeno in quello di Mirandola, vi è l’annuncio di matrimonio. Da regolamento gli annunci di matrimonio rimangono online 8 giorni e devono essere esposti almeno 4 giorni prima e non oltre 180 giorni, quindi l’ipotesi è che abbiano fatto la dichiarazione di volersi sposare in anticipo di 8 giorni rispetto l’annuncio ai giornalisti che sempre attenti al gossip, questa volta è sfuggita la notizia, oppure c’è qualche ragione che ha consentito l’omissione, sparo, per ragioni di sicurezza? Difficile da credere! C’è di che riflettere, e materiale per un nuovo post.


Sabato Maddalena Corvaglia si sposa a Mirandola

Sabato Maddalena Corvaglia si sposa a Mirandola con il musicista Stef Burns, a tre km da casa mia, ci si può quasi andare a piedi.
La Corvaglia quando era in coppia con la Canalis era la più dolce e meno aggressiva, e per una volta la loro bellezza non si è fermata alla porta, tutti guardavano la Canalis pure io, ma avrei fatto volentieri un pensiero sulla bionda.

Un aspetto castrante è apprendere dalla carta stampata di quest’occasione fotograficamente ghiotta, perdinci faccio il fotografo, tra le altre cose, e uno dei miei scopi, sarebbe quello di non lasciarsi sfuggire momenti irripetibili come questi, che tra l’altro avviene a due passi da casa mia. Purtroppo debbo considerare che quest’evento avvenga a qualche centinaio di km da casa mia, poco raggiungibile non solo per il muro fisico che normalmente si attua per garantire la privacy, ed è giusto, ma anche per i numerosi filtri che si frappongono nel tentativo di ottenere un accesso all’evento in modo regolare.

Pensate che in quella villa entravo quando ero bambino, facevo il chierichetto e il parroco andava a raccogliere le offerte e mi portava appresso come contorno e segno di disponibilità verso questa famiglia generosa. Oramai sono passate decine d’anni.

Per saperne di più tramite google news:
http://www.google.it/search?hl=it&tbm=nws&q=matrimonio+corvaglia&btnG=Cerca

Immagine scaricata da: http://gazzettadimodena.gelocal.it/


Al Carnevale di Cento si socializza … e non solo!

I cosiddetti social-network (S.N.) su internet consentono ad una comunità con una base di interessi in comune di iscriversi ad essi e fare amicizia virtuale con persone che possono essere di età ed estrazione culturale diverse di qualunque nazione essi siano.

Alcuni di questi S.N. hanno assunto proporzioni gigantesche, parte della popolazione vive senza vivere conversando con persone che difficilmente mai incontreranno nella vita, ma nella realtà esistono delle situazioni che definirei eccezionali, anzi, felliniane, permettono una vita reale per certi profili anche liberatoria, si tratta dei carnevali, quelli con i corsi mascherati, ma potrebbero esserci numerosi altri esempi, nel caso specifico voglio spendere due parole sul Carnevale di Cento perché sono anni, anzi decenni, che permette a due generazioni di coltivare un obiettivo per quasi un anno finalizzato a cinque uscite di puro divertimento trasgressivo come spesso cita il suo storico organizzatore il Sig. Manservisi, obiettivo che consente loro di sentirsi parte di un gruppo ampio con molte occasioni per, appunto, socializzare.

A Cento centinaia (fa anche rima) di persone collaborano nell'ideazione e costruzione dei carri carnevaleschi e costumi. Uno staff qualificato, nocciolo della manifestazione, cura le relazioni con i media, trova sponsor, ingaggia ospiti, intrattiene Cento conservando una tradizione e richiamando un folto pubblico di appassionati che brucia in poche ore un lunghissimo lavoro di preparazione. Sono ben cinque le uscite con sfilata di carri davanti il Guercino, oramai i carri di oggi non hanno nulla a che vedere con quelli che venivano realizzati 20 anni fa, il pubblico vuole musica a tutto volume, serve un trattore solo per alimentare gli amplificatori. Ma torniamo alle persone, durante le cinque uscite domenicali servono centinaia di figuranti che si sfidano esibendo davanti al palco della giuria uno show a tema spesso ben riuscito, diciamo che rispetto il teatro viene richiesta una qualità diversa ma occorrono preparativi lunghissimi e soprattutto porta un sacco di persone del paese a collaborare a conoscersi portando ogni anno nuove leve a dare lustro a questa manifestazione eccezionale.

Arriva la domenica e nella piazza ci sono tutti, organizzatori, autori dei carri, figuranti, amici dei figuranti e il resto dei centesi. In questo contesto nascono amicizie, i favoriti sono i giovani, tra essi direi molti adolescenti, per loro e' un momento di libertà, un'occasione per fumare la prima sigaretta, fare gli spavaldi con le ragazze interessanti, dare il primo bacio appena ne hai l'occasione, studiarsi con gli sguardi, le battutine, si mettono le basi per costruire nuove relazioni, si comunica a tutto campo, con emozioni vere, magari alimentate da qualche bicchierino, insomma, è un terreno fertile per sperimentarsi, si passa dal momento in cui ti senti parte del tuo gruppo per la sfilata alla pausa prima del secondo passaggio del proprio carro in Piazza del Guercino. In questo ambito può essere che qualcuno abbia alzato un po' il gomito ma poi l'aria scherzosa mitiga tutto e la presenza degli amici spesso si rivela fondamentale, ma a volte capita che è meglio stiano al loro posto, infatti, chi non è più adolescente spesso non si accontenta del bacetto, spesso sa come si “gioca” tra uomini e donne e profittando della situazione riescono a crearsi un loro spazio, fin qui è tutto molto bello e positivo, sapere che sbocciano amori è una gran bella cosa ma a volte gli ormoni si svegliano anzitempo ed è necessario oltre che riservarsi uno spazio, trovarlo urgentemente per consumare immediatamente.
Mi spiego meglio, cioè, non aspettatevi chissà che, va tutto bene, ma ora come fotografo che girovaga per le vie, e magari in un momento di stanca a volte rimani attratto da stranezze, come delle protezioni dove in apparenza non servono a nulla, allora ti incammini, superi alcuni furgoni ma tra due di essi vedo una coppia le cui effusioni non solo si limitano al bacetto, e forse lui non stava cucendo il vestito di lei caduto dall'ombelico fino a metà coscia, forse lei non aveva bisogno di scaldare quella porzione di corpo scoperta con quello di lui francabollato come uno slip, forse non stavano appoggiati al furgone bagnato perché stava piovendo, forse si trattava di qualcos'altro ... è comunque un gran scoop, cavolo lo scoop lo stanno facendo loro, e visto che un furgone non è lungo 100 mt, mi hanno visto subito, purtroppo non sono un tipo alla Corona, ma che faccio sto a rovinargli la festa per fare cosa, uno scoop fotografico, e poi dove cavolo le pubblico, e a chi interessa un paio di piccioncini sconosciuti, allora ho girato i tacchi e mi son detto che è meglio che vada sotto al palco per vedere se una ballerina brasiliana con tacco 20, casca giù direttamente sulle mie braccia. Nel frattempo visto e considerato che il Carnevale di Cento ha questo potere socializzante, il Sig. Manservisi dovrebbe sentirsi investito di una grossa responsabilità, diciamo che dovrebbe essere considerato indirettamente padrino di parecchi giovincelli che oggi scorazzano per le vie urlando a squarciagola. Domani questa coppia potrebbe tornare al Carnevale di Cento per portare a casa un peluche per la bimba o un pallone per il bimbo, più in là ancora ... ne riparleremo.

I due personaggi della foto non c'entrano nulla con lo scoop.
Vedi foto del Carnevale di Cento 2011 qui: http://foto.lucien.it/main.php?g2_itemId=2614

Oggetti ritrovati - FUCILE

Nella vita a volte capita di perdere oggetti e a volte di ritrovare quelli che altri hanno perso. Quando vedo un oggetto evidentemente perso o dimenticato, prima di raccoglierlo rifletto un attimo, in base al constesto stabilisco se il proprietario può facilmente rintracciarlo oppure definitivamente perderlo anche a causa d’altre persone che potrebbero ritenere vantaggioso appropriarsene. Tra le cose che ho ritrovato vi è un fucile, qui il dubbio se lasciarlo lì o raccoglierlo non c’è, ma più sotto vedrete com’è andata effettivamente, e come è stata un po’ ardimentosa la consegna.

Maglietta
Ad esempio, un pomeriggio in un parco, tanto per non fare nomi, il Sigurtà, vedo una piccola giacchetta rosa di lana abbandonata su una panchina, subito l’istinto era quello di recuperarla per portarla in portineria dove si spera si sarebbero rivolti per eventualmente sperare di ritrovarla, ma poi ho pensato che molto probabilmente, visto la taglia del capo, la mamma si accorgerà presto che manca qualcosa alla figlia e farà il percorso a ritroso sperando di ritrovare l’oggetto smarrito, perciò l’ho lasciato lì. La sera mentre stavo uscendo ho riconosciuto la giacchetta sulle spalle di una bambina e sembrava proprio suo, anche il resto del vestiario era in tema, perciò mi sono detto, ho fatto bene a lasciarlo abbandonato, ovviamente chi ha ritrovato l’oggetto è ignaro di tutti questi ragionamenti, pur avendo l’impressione di aver compiuto una buona azione.

CANE
In un tardo pomeriggio a Tenerife ritrovai un cane, in verità è lui che ha trovato me, una razza che usano per stanare la selvaggina in mezzo alle sterpaglie, assomiglia molto ai levrieri, sembrava smarrito, mi seguiva come fossi io il suo padrone, ma forse più di tutto ha pesato l’interazione spontanea che hai quando ti si avvicina un cane, perciò mi seguì fino alla macchina, e anche dopo che mi ero messo in marcia, per tale ragione quasi per comprensione ho tenuto una velocità bassa perché potesse seguirmi facilmente, ma dopo la prima curva vidi un fuoristrada con dei locali che stavano facendo salire nel pick-up attrezzato i loro cani, subito mi sono fermato per segnalare che uno dei loro si era perso, ma il cane che mi seguiva si è avvicinato solo dopo che sono sceso dalla macchina. Non parlo lo spagnolo ma hanno capito tutto quello che volevo dire, però ho avuto l’impressione che quello non fosse uno dei loro cani, ma almeno non ho lasciato un cane per strada.

ANELLO
Una sera mentre ero in un grande centro commerciale a MO, tanto per non fare nomi I PORTALI, mangio al MC (ora ho modificato sostanzialmente l’alimentazione), si tratta di uno dei più belli esistenti in Italia come arredamento dopo la ristrutturazione avvenuta qualche anno fa, poi vado ai bagni e vedo sul ripiano del lavabo un anello d’oro con una pietra incastonata, soppeso un attimo l’oggetto non sembrava oro, però, visto l’età media dei frequentatori abituali del locale, non sarebbe durato molto prima che un bambino o bambina se ne fosse appropriato, anche se le dimensioni dell’anello non erano da bambina, quindi, lo raccolgo e lo porto alla ragazza del bar e gli dico che ho un anello da dargli, sorride, capisco e correggo dicendo che l’ho trovato nei bagni e lo consegno perché se qualcuno viene a chiedere se è stato ritrovato, lo possano restituire, se non viene nessuno consigliavo di sorteggiarlo tra le ragazze che lavorano in quel MC, così ho rivisto il sorriso sulla bocca della ragazza che era pure carina. Successivamente non ho verificato com’erano andate le cose, forse un giorno lo farò, solo per vedere se rifà il sorriso che ho visto.

BANCOMAT
Una volta trovai anche un bancomat, proprio allo sportello di un bancomat, era stata estratta e poi posata sul ripiano che aveva lo stesso colore, per cui si confondeva e l’utente se nè andato pensando solo al denaro. Io ho raccolto la carta-bancomat e poi ho rintracciato la filiale della banca che lo aveva emesso, era nei paraggi, per cui l’ho consegnata dichiarando dove l’ho trovata. Ho saputo il nome della persona che l’aveva persa, come pure lei ha saputo il mio. Non che io abbia richiesto dei ringraziamenti, ma non li ho mai visti arrivare.

FUCILE
Qui è un po’ più difficile e raro ma ho avuto anche quest’occasione, diciamo esperienza, trovare per strada un fucile e consegnarlo entro pochi minuti, un record.
Non è successo molto tempo fa.
Era metà mattinata, in una strada di campagna dietro ad un’auto che al gancio di traino ha un carretto protetto e con dentro alcuni cani, alla prima curva che fa la strada, odo un rumore di un oggetto che cade a terra e con stupore m’accorgo che l’auto che ho davanti ha perso un fucile. Subito ho pensato l’avessero dimenticato sul carretto, ma il problema urgente è comunicare a chi è in auto che cosa è successo, perciò mi avvicino a loro e suono il clacson, ma non danno alcun segno di volersi fermare o altro, inoltre, mi pareva strano che loro non avessero sentito nessun rumore visto che io a una cinquantina di metri l’ho sentito distintamente, ma non sentivano nemmeno le mie trombe. Decido di fare retromarcia fino al punto dove era caduto il fucile, lo raccolgo, è la prima volta che ne imbraccio uno ed è anche pesante, almeno 4 kg, mi accorgo che ha segni di usura, ma con la fretta di raggiungere i tipi, non verifico marca e nemmeno se era armato, perciò presto attenzione ad impugnarlo lontano dal grilletto, lo poso dal lato passeggero notando che ha la lunghezza di un ombrello. Da una casa di fronte nel frattempo è uscita una persona e mi ha chiesto che cosa era successo, in fretta gli dico che davanti a me avevano perso un fucile e che dovevo raggiungerli subito, pareva soddisfatto della risposta, ma anche se non lo fosse avevo un obiettivo urgente.
Raggiungo dopo meno di 2 km l’auto, tento un sorpasso ma sto alla pari senza completare la manovra, la strada è di campagna scarsamente frequentata perciò potevo permettermi la manovra, davanti o dietro non si vedeva nessuno in arrivo per qualche km. Da quella posizione, con la mano destra impugno il fucile e lo sollevo all’altezza del finestrino, e qui mi accorgo del suo peso, lo tengo in mostra fino a che loro non si fermano regolando contemporaneamente la velocità per rimanere alla pari del loro veicolo.
Finalmente si fermano, saranno sordi ma qualche sospetto devono averlo avuto vedendo uno che tenta di sorpassarli e gli mostra un fucile, parcheggio davanti loro e scendo sempre con in mano questo fucile e chiedo di verificare se non ne hanno perso uno, erano in due, il passeggero apre il baule e trova un solo fucile, ovviamente, allora lo consegno e quello che era alla guida si dispera a capire come possa essergli capitato, quindi, ricorda di aver posato il fucile sull’auto da dietro, poi di aver aperto il baule, quindi il suo socio ha posato il suo fucile nel baule, lo hanno richiuso e sono partiti. Quello che non capisco, ma devono essere sordi un bel po’, è come si fa a non sentire un fucile che balla sul tetto mentre vai, che poi scorre in curva e il suo tonfo sull’asfalto.
Comunque il tutto si è concluso bene, con qualche frase di rito, nulla di più, nemmeno ricevere l’offerta di un caffè corretto come ci si aspetterebbe da pensionati con la passione della caccia, solo un grazie.


Belen su Ruby. Invidia o verità?

Ecco una "bona" che parla, molti non ricorderanno o sapranno che la bella argentina Belen Rodriguez, diventata famosa con l'isola dei famosi (di cui ho scritto molto), da qualche anno sta continuando a far parlare di sè, ma recentemente è stata intervistata sul tormentone Ruby e non posso che condividere il suo punto di vista, siamo così abituati a guardare dal buco della serratura che ci dimentichiamo perché ci viene il mal di schiena. Della serie ci meritiamo che i giornalisti ci raccontino sempre ste balle o no? Probabilmente sì, ma leggete un po' cosa dice su Ruby, che di certo non rinuncia a far parlare di se a causa di una patologia che prende una certa fascia di giovani di buona speranza: "Ottenere SUCCESSO senza saper fare nulla", probabilmente a volte le pensano stando SUL CESSO, fa anche rima.

Roma, 12 novembre 2010 - "Ieri parlavo con Fabrizio (Corona, ndr) e mi ha detto che questa ragazza, Rudy o Ruby, come si chiama, chiama in continuazione in agenzia ed è da tre giorni che sta facendo su e giù sotto il suo ufficio. Come funziona il mondo dello spettacolo? Se Fabrizio scende a prendere un caffè gli fanno uno scatto insieme e succede quello che potete immaginare. Dico quindi che è molto facile inventarsi qualcosa perchè il popolo è molto facile da prendere in giro".

A parlare è Belen Rodriguez, durante l’incontro sul set del film "Se sei così, ti dico si" di Eugenio Cappuccio, all’Hotel Exedra di Roma, rispondendo a una domanda sul caso ‘Ruby’. "Io non credo che questi sono i problemi importanti - dice ancora l’attrice sudamericana - ma servono soltanto a distrarre noi dai problemi reali. Quello che vediamo nei telegiornali tutti i giorni sono cose veramente effimere e quindi come nel caso di Ruby, per avere un successo corto che dura cinque minuti è molto facile".

Al termine dell’incontro con la stampa, Belen torna sull’argomento e spiega: "Come lei in tante fanno questi giochi e se non riescono ad avere successo lo possono cercare per altre vie". L’attrice, che da due anni è protagonista del gossip e della televisione italiana, racconta anche di aver conosciuto Silvio Berlusconi, ai tempi in cui era fidanzata con il calciatore del Milan, attualmente alla Roma, Marco Borriello. "Ho conosciuto Berlusconi, l’ho visto un pò di volte perchè Marco faceva parte della squadra del Milan. È una persona simpatica che ha il potere della parola".


Fonte: http://qn.quotidiano.net/cronaca/2010/11/12/413531-belen_veleno_ruby.shtml


OGM: linee guida tardive

Come sempre, prima il danno poi si corre ai ripari, questo sembra di capire dalla sequenza di notizie che arrivano dalla rete. Dall'autorità europea per la sicurezza alimentare arrivano linee guida da tempo attese ma dopo che in USA e Svezia hanno scoperto contaminazioni spontanee per non parlare del rifiuto della Cina (che tanto fa discutere quando si parla di prodotti alimentari) che rifiuta il mais contaminato da OGM.
Vorrei proprio sapere come si potrà riparare i danni nei campi contaminati, non basta una linea guida tardiva.


OGM. EFSA aggiorna linee guida, soddisfazione del Ministro Fazio

15/11/2010 - 12:28

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha aggiornato le linee guida sulla sicurezza degli OGM. Il documento orientativo per la valutazione del rischio ambientale (ERA) tocca anche la valutazione dei possibili effetti a lungo termine delle piante geneticamente modificate e dei potenziali effetti su organismi non bersaglio (NTO). La guida dà attuazione ai severi requisiti per la valutazione del rischio ambientale degli organismi geneticamente modificati (OGM) previsti dalla direttiva 2001/18/CE sull'emissione deliberata nell'ambiente di OGM.

Nel documento l'EFSA ha riesaminato e aggiornato 7 punti specifici che occorre affrontare durante la valutazione dell'impatto ambientale di una pianta GM. Questi riguardano in particolare:

  • la persistenza e l'invasività della pianta GM, considerando il possibile trasferimento dei geni da pianta a pianta;
  • la probabilità e le conseguenze del trasferimento di geni dalla pianta ai microorganismi;
  • la potenziale evoluzione della resistenza negli organismi bersaglio;
  • i potenziali effetti sugli organismi non bersaglio;
  • i processi biogeochimici come i cambiamenti nella composizione del terreno, nonché il potenziale impatto delle tecniche di coltivazione, gestione e raccolta della piante GM.

Il documento orientativo comprende requisiti particolareggiati per la scelta di opportuni comparatori non GM e i tipi di ambienti riceventi da considerare; per gli effetti a lungo termine e il disegno sperimentale degli studi di laboratorio e delle ricerche sul campo, con le relative analisi statistiche.

"Accolgo con soddisfazione il lavoro svolto dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha emanato le linee guida per la valutazione ambientale delle piante geneticamente modificate che sono oggetto di richieste di autorizzazione nell'UE - ha commentato il Ministro della Salute Ferruccio Fazio - Tale documento è in linea con la mia richiesta indirizzata alla stessa Autorità di rafforzare le iniziative riguardanti la valutazione prospettica e sistematica degli effetti sulla salute umana e animale legati al consumo di organismi geneticamente modificati (OGM), comprendente anche i requisiti dettagliati per gli studi sugli effetti a lungo termine e il disegno sperimentale degli studi di laboratorio e delle ricerche sul campo, con le relative analisi statistiche". "Auspico ora - ha concluso Fazio - che tutti i soggetti che hanno presentato una richiesta di autorizzazione all'Unione europea seguano attentamente le Linee guida che specificano il tipo di dati e le informazioni da produrre, al fine di poter valutare compiutamente la sicurezza di una pianta geneticamente modificata".

 2010 - redattore: GA

Fonte: http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=30320


AMBIENTE
Usa, erbe contaminate da Ogm
Scoperti nell'Oregon altri casi di piante divenute resistenti all'erbicida Roundup a causa delle semine sperimentali del 2002 di Nicoletta De Cillis

15 novembre 2010 - Nuovi casi di erbe che hanno sviluppato il gene della resistenza all’azione dell’erbicida a base di glifosato sono stati scoperti nell’Oregon orientale, negli Stati Uniti. Dalle verifiche effettuate dagli agronomi è emerso che si tratta della contaminazione dell’ Agrostide stolonifera, una graminacea foraggiera utilizzata soprattutto per i tappeti erbosi dei campi da golf e presente nei canali e nei campi di Ontario e Nyssa. L’inquinamento genetico dell’erba perenne risalirebbe ad alcune semine sperimentali della varietà geneticamente modificata per la resistenza all’erbicida glifosato, il Roundup della Monsanto, e la cui commercializzazione è ancora in sospeso per decisione del Dipartimento per l’agricoltura. Già nel 2004, da una ricerca condotta dall’Agenzia per la protezione ambientale (EPA), era emerso che alcuni campioni di Agrostide stolonifera selvatica presentavano nel proprio genoma il transgene della resistenza all’erbicida, e quindi che i semi e i pollini si erano dispersi fino a ventuno chilometri di distanza dai campi sperimentali dell’Oregon centrale, dove l’erba transgenica era stata seminata nel 2002. Una indagine successiva, pubblicata nel 2006 sulla rivista di Ecologia Applicata, aveva fatto emergere che il 62% delle piante non OGM testate presentavano la resistenza al glifosato, e questo tre anni dopo l’interruzione della sperimentazione su campo. La Scotts LLC., l’azienda che ha acquisito il brevetto della Monsanto, è stata condannata al pagamento di una multa di 500.000 dollari, la penale più alta imposta fino ad ora. Anche il ricorso da parte dell’azienda alla Corte di Appello è stato rigettato in base alla motivazione che il via libera alla sperimentazione in campo aperto era stato concesso dal Dipartimento per l’agricoltura in assenza di una valutazione di impatto ambientale. Per saperne di più: GMO bentgrass found in Eastern Oregon.

Fonte: http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=556


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AMBIENTE Cina, respinto mais contaminato da OGM.



OGM – Grano Creso

I contenuti dell’articolo che segue mi erano già noti, vi si arriva facilmente interessandosi all’intolleranza al glutine e così da qualche sito spuntano le vicende di casa nostra, che ovviamente a posteriori dovrebbero insegnarci qualcosa, come ad esempio a togliere dal mercato il grano Creso per evitare di creare una generazione d’allergici. Ma approvare questo, significa un blocco immediato di tutti gli OGM, importazione e produzione, ivi compreso quello per alimentazione animale se poi la loro carne diventa fonte d’alimentazione umana. La nostra salute è un affare cui anche la politica si piega di fronte allo strapotere acquisito dalle multinazionali.

La specie di grano più diffusa ed utilizzata per il pane e la pasta, che consumiamo quotidianamente, si chiama Creso. Nasce dall’incrocio della varietà messicana Cymmit e quella italiana Cp B144, quest’ultima ottenuta con una modificazione genetica della varietà Senatore Cappelli ormai coltivata solo da aziende biologiche.
La varietà Senatore Cappelli è stata largamente usata fino al 1975. Ottenuta nel 1915 per selezione genealogica a Foggia, divenne il grano duro più coltivato nel meridione. La pianta è alta più di un metro e ottanta ed a rischio di allettamento (il fusto con pioggia e vento tende a piegarsi complicando le operazioni di raccolta). Così il grano Senatore Cappelli fu bombardato con raggi X o gamma per modificarne la struttura genetica ed ottenere un grano più produttivo e più basso. A causa dell’irradiamento fu modificata la proteina gliadina che provoca l’enteropatia infiammatoria e quindi l’intolleranza al glutine. Nel 1974 nel Centro di studi nucleari del CNEN della Casaccia (Roma), infine, dal grano OGM si giunse ad ottenere il Creso che impegna il 90% della coltivazione italiana.
I produttori di pane e pasta italiani impongono al mercato il consumo di questo grano geneticamente modificato, non offrendoci la possibilità di scegliere secondo coscienza. Solo alcuni produttori di nicchia, poco diffusi sul territorio, producono qualche pagnotta sana coi grani antichi Senatore Cappelli o Kamut.
Possiamo, noi cittadini e consumatori, chiedere ai sindacati dei panificatori di introdurre sul mercato tipi di pane prodotti senza grano OGM?


Fonte dell’articolo riportato: http://www.magozine.it/il-grano-duro-e-ogm
Sul grano duro vedi anche: http://blog.lucien.it/msg/index.php?2010/08/25/851-ogm-la-storia-dal-2004

Concessione all’abuso - PARCHEGGI

Abuso parcheggioQualche anno fa in una serata infrasettimanale invernale e con la neve che stava imbiancando tutto da poche ore, decido di visitare una di quelle fiere minori organizzate grazie alla recente realizzazione di un polo fieristico a Modena. Dopo il lavoro la situazione meteo ovviamente ha convinto tutti a tornare a casa, quindi, mi accingo a parcheggiare in un parcheggio vuoto dove le uniche tracce di pneumaticvi lasciate sulla neve sono quelle della mia macchina. Bene ho appena fermato la macchina spento il motore e sento un tipo che mi intima di spostare la macchina perché sto occupando il posto per disabili, mentre lo dice punta l’indice sulla segnaletica verticale parzialmente coperto di neve, mi guardo intorno perplesso, e il tipo replica dicendo che se la lascio lì chiama i vigili. In pratica quel tipo, mi avrebbe fatto sentire in colpa anche se avessi parcheggiato in mezzo al deserto, alle coordinate x, y perché solitamente occupate da un principe in incognito con una concubina extra durante le serate di luna piena. Insomma, l’avete capito ho spostato la macchina di qualche mt, non si può dire “qualche” posto auto perché le striscie non si vedevano, con buona pace di tutti. Pure io a volte mi dico che se trovo qualcuno fuori posto gli mando i vigili, poi non l’ho mai fatto e non ricordo, anche se ho guardato con sospetto qualcuno, di avergli mai detto che è un handicappato.

Abuso parcheggioDopo un eipsodio del genere mi sono sensibilizzato ed ho visto come a volte, pagando, le regole di buon costume sembrano facilmente scavalcabili. E’ il caso delle due foto che ho fatto perché è evidente che sono parcheggiate in modo abusivo, auto sul marciapiede, a Mestre – VE, nella seconda foto una Limousine Lincoln alla COMET a MO, non riuscendo a parcheggiare “normalmente” si è messa di traverso occupando totalmente l’area dedicata ai disabili. Per entrambi il parcheggio è stato concesso sicuramente dopo accordi con il comune o il centro commerciale, in questo caso è straordinario come nessuna delle numerose persone che vedono tali abusi, sollevino proteste o abbiano il benchè minimo sentore di rivolta.

Invece se capita al sottoscritto in modo involontario in un parcheggio deserto, l’unica isolata persona che passa, forse incavolata dal tempo, mi riprende con gravità!
Non è giusto!

Simbolo fallico in pubblicità

Spesso i pubblicitari realizzano le loro campagne pubblicitarie con allusioni al corpo femminile, sfruttandolo come richiamo efficace non solo per l’uomo ma anche per il gentil sesso.
A volte però si ha l’impressione che ci sia un’evoluzione, che si siano spinti più in là di quello che puoi pensare, è il caso della scarpetta di questa foto (realizzata per l’occasione con il cellulare) con la soletta munita del famoso sistema d’aerazione, illustrato da tanti piccoli ugelli da cui fuoriesce aria rappresentata dalla nube azzurra e fin qui tutto normale, rientra nel tema, in una comunicazione efficace di un sistema brevettato, ma forse non è immediato è ciò che si vede prima di pensare a che cosa vuol dire quello che vedi. Sarà complice il fatto che sono miope, ma in cima alla nube d’aria vedi prima una forma fallica in erezione e da sotto una donna guarda in alto evidentemente interessata, poi solo dopo pensando che non può essere vero individui la sagoma della scarpetta.
Ora non so se quella scarpina da donna (mocassino o meglio definita ballerina), così raffigurata ha lo scopo subdolo di suggerire al loro inconscio “qualcosa” o no, ma certamente non hanno mancato di sfruttare l’evidente somiglianza del profilo della scarpa ad un pene in erezione.
Qualche giorno dopo nello stesso negozio, presente nella galleria dell’iper mercato Grandemilia, questa pubblicità è stata sostituita da un’altra che non conteneva nulla di subliminale, forse pure loro si erano accorti di ciò che avevo visto anch’io?

Etichetta prezzi che disturba

Non che mi riguardi molto, ma recentemente ho ricominciato a leggere libri, mi ritrovo sempre più frequentemente a guardare negli scaffali quali sono le novità che mi potrebbero allettare di più e dopo aver scelto un genere scegli un titolo, prendi in mano il libro e leggi sulla quarta di copertina il sunto del libro solitamente scritto dall’autore o una testata giornalistica, in ogni caso fornisce una specie d’identità al libro trasformandolo in qualcosa di più di semplice cellulosa bianca con grafismi moderni. Purtroppo questa possibilità è spesso negata o disturbata dalla presenza posticcia dell’etichetta del prezzo scontato, applicato metodicamente nelle poche righe a te necessarie per capire se t’interessa acquistarlo o no (vedi foto).
La conseguenza è che acquisti qualcosa di non scontato perché senza etichetta o per prendere lo stesso titolo anziché dagli scaffali del Grandemilia dal negozio di libri all’interno lo stesso centro commerciale scoprendo spesso che è più economico.
In pratica nel negozio per indicare quali sono i libri soggetti allo sconto del 30%, li mettono in una determinata area con un cartello indicativo, preservando ai potenziali acquirenti la possibilità di leggersi interamente la quarta di copertina, in questo modo possono variare o annullare lo sconto in funzione delle promozioni che fanno al Grandemilia, con estrema efficienza e rapidità.
Ma quella che per me è un’aggravante non indifferente è che dopo aver visto l’etichetta collocata nel posto sfortunato, prendi su un’altra copia del libro e scopri che l’etichetta è esattamente nello stesso punto, ma sai che lo fanno a mano e speri che almeno per errore dopo tre o quattro copie sbaglino di qualche cm e leggi quelle porzioni di testo coperte nel primo che hai preso in mano, invece sembra che scientemente ci sia la volontà di non farti leggere proprio solo alcune parole in alcune righe e sempre le stesse in tutte le copie del libro, un po’ come fare autogoal, fai qualcosa per promuovere la vendita del libro e poi la stessa azione diventa un impedimento alla vendita, il massimo in termini di astuzia commerciale negativa.

La scoperta degli angioletti THUN

Da poco più di una sigla, THUN è diventato ben presto un sinonimo di positività.

Avviene così che per caso ti soffermi davanti un negozio monomarca, con articoli che in apparenza sembrano giocattoli, poi ti accorgi che è una linea di prodotti, e tutti hanno una magica atmosfera di serenità, spicca tra tutti l’angioletto, per un istante rifletti se può essere una galleria d’arte, la qualità ci sarebbe, anche l’allestimento della vetrina fa parte di uno stesso disegno. Quando ti allontani nella tua memoria affiorano oggetti dell’infanzia, diciamo di qualche decennio fa, quando l’informatica non esisteva ancora, e la cosa più sorpendente è trovarsi ad apprezzare quelle vecchie atmosfere in un’epoca in cui la tecnologia ha invaso l’arte, ed è sorprendente come siano giunti fino ai nostri giorni i prodotti THUN senza inquinamenti.

Altrettanto per caso mentre mi reco a fare qualche immagine digitale in un parco famoso nel veronese, mi ritrovo ogni volta a transitare a fianco dello store THUN di Mantova. Interrogandomi su quale poteva essere il prodotto in vendita, rimane l’elevata impressione che si riceve passandovi a fianco, sia di giorno che di notte. Lo stile scelto pulito ed essenziale su un fronte di almeno 200 mt costituito da una parete color mattone, con piccole finestre quadrate con una luce blu di notte, una torre con il logo THUN visibile qualche km prima d’arrivarvi, un ampio spazio verde di praticello inglese, è un’immagine che non scordi.

Avevo due cose che m’incuriosivano, sapere cosa si vende nell’enorme store Thun di MN e conoscere qualcosa di più sui negozi THUN e mentre per l’ennesima volta ammiro la vetrina THUN, ho ricordato che anche lo store THUN di Mantova usa la stessa sigla, non sapendo se era omonimia cerco su internet trovando il legame tra i due soggetti ed ho pure scoperto le origini degli angioletti.

Ebbene la storia di queste creazioni artistiche legate a THUN sembra estratta da un libro di fiabe, con la differenza che e' per tutti, non solo per i più piccoli. Sul fantastico sito che riproduce le atmosfere dei negozi si narra che una volta una contessa di nome Lene THUN, con spiccato spirito creativo, osservando l'espressione sognante del viso del suo bimbo che dormiva, volle condividerla con il mondo.
Ottenne con facilità il risultato lavorando dell'argilla che poi metteva in un apposito forno per la cottura, infine un tocco finale con pennello e colori ci restituisce gli angioletti così come li vediamo.
Da quella prima volta sono passati 60 anni, e ancora oggi molte persone vivono l’atmosfera sognante di queste belle creazioni ottenute senza modificare nulla del ciclo di lavorazione originale.
Credo che il sogno trasmesso dagli angioletti con gli occhi chiusi abbia quelle caratteristiche d’universalità che ha consentito al marchio di durare nel tempo, senza risentire degli influssi culturali, come punto di forza e pregio. Un sogno è per sempre, nessuno può impedire d’averne, nessuno deve guastarli.

L'immagine introduttiva è liberamente tratta dal catalogo THUN online.


Auto e Marciapiedi

marciapiede diveltoIl marciapiede per un’auto è quasi una barriera architettonica, anche se la sua funzione è di delimitazione di uno spazio ad essa negato a favore dei pedoni.

Però non esiste automobilista che non abbia conosciuto i danni che possono fare i marciapiedi alle gomme o cerchi durante una manovra di parcheggio, oppure allo spoiler anteriore nel caso in cui il parcheggio sia a pettine e tutte le volte che sbagli misura subisci dei danni certi, fastidiosi, che danno in un certo modo la misura della tua imbranataggine.

A volte invece succede come nelle foto allegate, cioè è il veicolo che reca danni durante la manovra di parcheggio, ma la cosa più incredibile è quella con il bordo del marciapiede divelto (l'auto che si vede nella foto ovviamente non c'entra nulla), c’è gente che va in giro con mezzi che assomigliano più a ruspe che auto, gente che circola con mezzi che li fa sentire sicuri e per i quali cedere il passo non è più un dovere, gente di cui avere paura perché prive di “barriere”, per loro Auto danneggia cestinosono solo “indicative”.

Dettagli che parlano da soli e contribuiscono a generare profili poco edificanti o è solo distrazione?

Forse per il bidone schiacciato è distrazione, l'altro ha scelto di proposito un "veicolo speciale" e ci sono, secondo me, poche scusanti.


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